CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO: cosa cambia per le imprese impegnate in attività di Ricerca e Sviluppo?

La legge di Bilancio 2017 ha reso il Credito d’Imposta R&S ancora più vantaggioso per le aziende italiane.

A partire dall’esercizio 2017 infatti non è più necessario che il personale addetto alla Ricerca venga distinto tra “personale altamente qualificato” e “non altamente qualificato” in quanto la misura dell’aliquota del credito d’imposta non viene più differenziata in funzione delle spese ammissibili, ma è fissata al 50% per tutti i costi ammissibili.

Inoltre si sottolinea il prolungamento di un anno del periodo di tempo in cui possono essere effettuati gli investimenti in attività di R&S, prevedendo l’applicabilità dell’agevolazione anche per l’esercizio 2020 e l’innalzamento del tetto massimale annuale che sale da 5 a 20 milioni di euro per ciascun beneficiario.

Altro elemento di novità rispetto agli esercizi precedenti riguarda l’ampliamento dei confini della ricerca agevolabile includendo nell’agevolazione l’attività di R&S svolte da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese estere.

E’ importante ricordare che l’incentivo ha carattere automatico ed è utilizzabile in compensazione sui pagamenti effettuati tramite modello F24 a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività di R&S.